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mercoledì 4 luglio 2012

yor दोपहर के भोजन का आनंद लें (Buon appetito)


Sono troppo attratta dalle altre culture...Rientrando da lavoro in bicicletta, mentre pedalavo lungo le mura trevigiane ho superato una coppia di giovani indiane, avvolte nei loro coloratissimi sari di seta o tessuto similare...Proprio per il motivo con cui ho aperto il post, mi sono messa a fantasticare sull'India e sulla cultura locale, sulle loro abitudini alimentari e... mi è venuto in mente di provare una ricetta indiana per cena. Sono tornata a casa, mi sono connessa a Internet in velocità e ho trovato la seguente ricetta che mi ispirava moltoper la sua semplicità: "saag di spinaci e tofu":

Ingredienti:
  • tofu del tipo solido, tagliato a cubi (io ne ho comprata una confezione da 100 grammi e ne ho usata  3/4 per una persona): si trova nei negozi biologici
  • olio (nella ricetta si richiedeva un olio di semi per mantenere un sapore neutro, ma io ho comunque usato olio evo, scegliendo tra i meno saporiti che avevo tra il mio assortimento)
  • del curry: ce lo avevo in casa
  • 1 spicchio di aglio affettato (nella ricetta originale si richiedeva anche la cipolla, ma io non l'ho utilizzata)
  • 1 pomodoro maturo, pelato, privato dei semi e tritato (o pelati in alternativa) 
  • 1 cucchiaino di zenzero tritato: dal fruttivendolo o in un supermercato ben fornito. A colpo sicuro in un negozio di alimentari cinese
  • spinaci a piacere
  • 1 yogurt greco da latte intero
Preparazione
Mescolate il tofu con l'olio, il curry e il sale in modo che si ricopra uniformente della miscela aromatica; mettetelo da parte.
Scaldate in una larga padella 1 cucchiaio di olio, quando friggerà unite il tofu in un solo strato e cuocetelo per circa 5 minuti. Traferitelo in un piatto.
Pulite la padella, versateci l’olio rimanente e quando frigge cuocetevi l’aglio per circa 3 minuti, mescolando di tanto in tanto. Unite il pomodoro e lo zenzero e cuocete per altri 2 minuti.
Aggiungete gli spinaci pochi alla volta e, mescolandoli di frequente, cuoceteli per circa 7 minuti. Unite anche il tofu cotto in precedenza e cuocete ancora 1 minuto.
Togliete la padella dal fuoco, ed in una ciotola mescolate assieme lo yogurt, il sale e il curry. Versate questo miscuglio sugli spinaci, mescolate con cura e servite

martedì 3 luglio 2012

Cucina kosher

Se volete addentrarvi nel mondo della cucina ebraica leggete questo interessante articolo:

http://www.gingerandtomato.com/ricette-carne/cucina-kasher-kosher-regole-alimentari-ebraiche/




Ci sono molte "regole" della cucina kosher che pur essendo di ispirazione religiosa, rappresentano a mio modo di vedere i principi cardine del mangiar sano. Per esempio, una di questa pone il divieto di mescolare carne e latticini nello stesso pasto: la Torà in ben tre passi raccomanda di non cuocere "il capretto nel latte di sua madre". Partendo da questa norma, la tradizione rabbinica ha proibito il miscuglio, il cucinare, e il trarre profitto da carne e latte cucinati insieme.
E' vietato, quindi nello stesso pasto cucinare il latte  (o dei suoi derivati ad esempio il burro ) con carne di qualunque animale sia quadrupedi  ( es. carne di manzo ) che volatili ( es. carne di pollo).
Purtroppo, ero lanciatissima nel provare a casa una ricetta kosher ma poi, documentandomi meglio, ho scoperto che il cibo per essere definito tale, deve essere "certificato" dal rabbino. Quindi, di chiamare il rabbino a casa non era il caso.

Non mi rimaneva quindi altra alternativa se non:

- andare in un ristorante kosher: a Venezia nella zona del Ghetto ce ne sono alcuni, tra cui il Giardino dei Melograni
- "simulare" una ricetta kosher: ho preso spunto da una ricetta, rispettando la scelta delle materie prime e la non associazione di determinati alimenti

Amando i dolci, mi sono lanciata su un dolce tipico di Kippùr, facilissimo: pastine di schiuma di Jerushalaim.

Ecco a voi la ricetta:

1 bicchiere di mandorle
½ bicchiere di zucchero
un albume montato a neve soda.
Tritate le mandorle fini fini e unitevi lo zucchero, poi l’albume. Con la pasta spianata, formate dei dischi, che farete cuocere in forno moderatissimo per una decina di minuti. Non devono scurire.



domenica 10 giugno 2012

Le altre culture...

Mmmm....durante una serie di trasferte di lavoro, ho avuto modo di osservare differenti culture gastronomiche...

Riguardo l'Olanda...Beh, devo dire che sono rimasta a dir poco delusa, per la mancanza di un qualsiasi tipo di cultura alimentare a dall'assenza completa di un qualche piatto tipico. Gli unici piatti degni di essere affrontati erano quelli appartenenti ad altre culture, motivo per cui ho deciso di provare una cucina thailandese all'aeroporto, semplicemente per trarre spunto per una potenziale cena etnica: buono l'abbinamento di verdure, curry rosso e gamberi... Il riso andava indubbiamente cotto di più e molta attenzione va prestata alla tipologia di riso utilizzata, ma l'abbinamento è ottimale.


La Polonia ha dei piatti davvero gustosi, sia della tradizione locale (pierogi: una sorta di ravioli, ripieni di ogni ben di Dio, tra cui spesso con la verza) che di altre cucine...Non manca mai lo spunto alla cucina mediterranea, come l'insalata con pinoli, pomodori secchi e scaglie di grana

                                   


Mi hai poi stupita la frequenza della tartare nei ristoranti, tra cui la tartare di salmone, preparata all'interno di una lista di zucchina, abbastanza speziata ma fresca e allo stesso tempo gustosa.


                                             

Inoltre, merita essere citato un particolarissimo ristorante nel centro di Varsavia (U Kucharz from 1938) dove, al di là dell'utilizzo di ingredienti di alta qualità per la creazione di piatti della tradizione (tra cui quello che ho provato io: involtini di carne bianca ripieni di verza, una delle verdure chiave della cucina polacca), si abbina un ambiente estremamente particolare. I cuochi, tutti in rigorosa tenuta professionale con tanto di cappello da chef, cucinano a vista di fronte alla clientela, grazie alla presenza di cappe di aspirazione efficientissime che inibiscono la formazione di qualsiasi odore all'interno della sala.... 

                                        

Per concludere Praga, prima trasferta di quest'anno in Marzo, ma ultima in questo post in quanto non ho fatto molte foto ... A Praga non c'è una grande cultura gastronomica (a parte poche cose: la carpa, pesce tipico durante il periodo natalizio, e il prosciutto di Praga, un cotto tagliato mediamente spesso e mangiato con una salsa simile alla senape)... Per questo molti influssi della cultura mediterranea si fanno sentire e non a caso si trovano alcuni ristoranti italiani di alto livello, tra cui quello di Riccardo Lucque http://www.aromi.cz/en/our-team/

In Russia ho trovato invece un'altissima presenza di cucina italiana di buon livello. 

Mi ha incuriosito molto la portata a seguito, che vorrei riproporre "home-made" in stagione: una zuppa di zucca, con foie gras e straccetti di burrata (o almeno credo fossero questi gli ingredienti). Accostamenti molto azzardati, ma che devo dire non stonavano affatto.