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sabato 5 aprile 2014

Il re dei formaggi

Ieri sera ho assaggiato per la prima volta in vita mia il Castelmagno d'Alpeggio del presidio Slow Food, un formaggio stagionato (almeno 4 mesi) di latte vaccino con minime aggiunte di latte ovino o caprino.
E' un formaggio unico nel suo genere. Il suo sapore forte non ti aggredisce. E' pazzesco come sia deciso ma delicato allo stesso tempo, forse anche per la sua friabilità.
Mi sono incuriosita e sono andata a vedermi un pò di storia: pare che l’'800 sia stata la sua epoca d’oro: il Castelmagno diventa il re dei formaggi piemontesi e compare nei menu dei più prestigiosi ristoranti di Parigi e Londra. Poi inizia la decadenza: con le guerre e lo spopolamento della montagna, il Castelmagno rischia seriamente di scomparire.
Oggi il Castelmagno in commercio è spesso prodotto in caseifici di valle ma ci sono ancora malgari che lavorano il latte delle proprie vacche in alpeggio secondo la tecnica antica, riunite nel Presidio Slow Food. Le malghe sono situate a quote superiori ai 1600 metri: qui, la grande varietà e fragranza delle erbe e dei fiori, arricchita dalle graminacee, conferisce al Castelmagno caratteristiche organolettiche di eccellenza.
E io confermo! Da abbinare col miele, è la sua morte.
Quanto al vino? Beh, io l'ho degustato con una buona birra di malto d'orzo, frumento di farro e segale dal sapore fresco ma deciso. Ci sta bene perchè pulisce la bocca e la grassezza lasciata dal formaggio!

venerdì 4 aprile 2014

Cous cous con verdure

E' da un sacco che non scrivo sul mio blog ma ho voglia di farlo per ricordarmi di una ricetta che mi è piaciuta un sacco nonostante la sua semplicità.
Fate soffriggere la cipolla rossa fino ad appassirla...Aggiungete le zucchine tagliate a pezzetti e fatele cuocere fino a quando si ammorbidiscono...Aggiungete quindi il cous cous e del brodo vegetale...Continuate a mescolare e ad aggiungere il brodo. Verso fine cottura arricchite con delle olive nere spezzettate, dei pomodorini secchi e una spolverata di peperoncino! Risultato assicurato con sforzo zero! Ah, scordavo, un goccio d'olio d'oliva prima di servire in tavola. Abbinamento? Io questa volta ho optato per una birra a base di malto d'orzo, frumento di farro e segale. Il giusto connubio tra freschezza e sapore!

mercoledì 26 settembre 2012

Il sommelier della birra

Per chi ne sà qualcosa, si diventa sommelier non solo del vino, ma anche dell'acqua e della birra...E, come se niente fosse, ci tengo a sottolineare che il sommelier non è un bevitore, ma un degustatore...
Se vi piace la birra, vi invito a provare MATTHIAS MULLER IL MASTRO BIRRAIO.
La shila UNA BIRRA TOSTA CHE NON LASCIA INDIFFERENTE L’ASSAGGIATORE.IL MALTO TORBATO EVOCA ASSOCIAZIONI CON WHISKY D’ISLAY E L’IDEALE DA GODERSI DAVANTI AD UN CAMINO MENTRE SI FUMA UN SIGARO TOSCANO CHIUDENDO.COSI LA GIORNATA.
Ho trascorso una giornata molto impegnativa, ma non mi sono goduta la birra davanti al caminetto, a fine settembre è ancora troppo presto (oltretutto il caminetto nemmeno ce l'ho). Me la sono goduta cenando, anche se consiglio di sorseggiarne un pò anche prima della "contaminazione del cibo", per apprezzarne il gusto e la particolarità. All'inizio non avevo capito che contenesse il malto torbato. Dopodichè, invitata a bagnarmi le labbra nel whisky, ho con un click percepito l'associazione. Fantastico!
Quanto riportato sopra è la recensione della birra che ho trovato su Internet. In realtà, se leggete l'etichetta dietro tutto inizia con "dal corpo ambrato e dal carettere forte come l'amore della mia vita....E' una birra tosta, che non passa inosservata etc."
Grazdazione alcolica 6.6%; ingredienti: acqua, malto d'orzo, malto di whisky lievito e luppolo.