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venerdì 11 aprile 2014

Serata delle scoperte

Serata delle scoperte personali e culinarie. Dopo un aperitivo molto alternativo una cena in questo ristorante nel cuore del paese di Marcon chiamato La Osteria. Tradizione e rivisitazione. Ricette originali con ingredienti tradizionali. Da provare la ventresca di tonno con peperoni e pomodorini disidratati. I dolci sono sperimentali. Io ho provato una crema di ricotta con asparagi dolci e sorbetto di pompelmo. Azzardato? Forse!

Il Verdisio di Gregoletto col fondo e' dissetante. Non mi ha lasciato ricordi, profumi o aromi. Solo un po' di amaro in bocca nel senso letterale e non metaforico del termine! Abbinamento giusto? Forse vista la serata ci stava qualcosa di più morbido!

giovedì 10 aprile 2014

Viaggio, pistacchio e vino

Just to say something about my trip....Questo blog ormai quasi abbandonato a causa di impegni di lavoro e di un ritmo di vita frenetico rimane un angolo per raccogliere quegli appunti di viaggio o per ricordare qualche piatto mangiato o cucinato. Sono stata a Varsavia per un business meeting e sono stata a cena in un ristorante molto posh (si chiama Concept) . Non è il genere di locali che mi piace frequentare solitamente ma devo dire che cibo e servizio non erano male. Inoltre la buona compagnia e un goccio di vino (un Sauvignon dell'azienda Zidarich, molto buono) smussano gli angoli a qualsiasi imperfezione. Ecco qua la foto di un dessert che ha chiuso in bellezza la serata e che ho trovato molto delicato ma allo stesso tempo accattivante. Una leggera cheese cake con (mi sapeva di) gelato allo yogurt, data la vena acidula, contrastato da una soffice crema al pistacchio e da una spolverata di cacao amaro. Excellent!
E da sommelier ed appassionata di vino non posso non spendere alcune parole sull'azienda, che tra l'altro ho conosciuto sabato scorso a Vini veri, manifestazione sui vini naturali a Cerea.
Immersa nel tipico terroir del Carso è un'azienda familiare nata nel 1988 e nel corso degli anni si è sempre più spinta verso l'innovazione cercando oltre tutto di valorizzare i vitigni autoctoni (che io prediligo) provenienti da un territorio non così "docile", con moltissima roccia e poca terra rossa che richiede continui sforzi e continue risorse. Vitovska, Malvasia, Terrano, Merlot, Sauvignon sono i vitigni coltivati con una predilezione per quelli tipici locali.
In fiera ho ovviamente provato la loro Vitoska, la Malvasia e il Terrano mentre durante la cena di Varsavia si è chiaramente optato per un classico Sauvignon, versatile e "familiare" a tutti i palati.

mercoledì 15 agosto 2012

Ferragosto a Mazzorbo

Mazzorbo è un'isoletta della laguna veneziana che si trova vicino a Burano, a cui è collegata da un ponte in legno chiamato dagli abitanti "Ponte Longo". Non è molto frequentata dai turisti ma indubbiamente merita una visita. Le case lungo i canali tutte colorate in modo differente (con toni molto sgargianti), rendono questo borgo un posto piacevolissimo per una passeggiata sotto il sole di ferragosto!

Passando all'aspetto culinario, merita senza dubbio una visita il ristorante Venissa (www.venissa.it). 
Si tratta per la precisione di una tenuta vinicola, che accoglie un ristorante di altissima qualità dove si utilizzano ingredienti freschissimi di stagione, la cortesia e professionalità dello staff sono impeccabili e l'atmosfera che si respira è molto rilassante. 
Infatti abbiamo pranzato fuori, sotto un portico, con la vista della tenuta vinicola sotto i nostri occhi: che meraviglia.

Come primo piatto dei ravioli ripieni di olio extravergine d'oliva di primissima qualità e parmigiano, con un condimento a base di polipetto alla plancha e una spolverata di peperoncini. L'accostamento formaggio pesce si è rivelato vincente.
Molto stuzzicante anche l'assaggio dal piatto del vicino ;-):  fusilli di pasta fresca con cacio e pepe, conditi con cozze  (intere o grattuggiate: ci è stato infatti spiegato che qualora le cozze siano esteticamente meno "belle", si utilizzano come condimento grattuggiate anzichè intere).
Come secondo piatto "to share" un cartoccio di fritturina mista. Cartoccio intendo un vero e proprio cono di carta spessa, disposto nel piatto orizzontalmente ma in ricordo dei "coni" da passeggio. Frittura preparata a mio avviso con farina di mais, a dir poco deliziosa: leggera e gustosa al punto giusto.

Abbiamo accompagnato il pasto con un Venissa, vino che si può degustare o acquistare solo presso la tenuta. Per rendere l'idea:
Venissa è un vitigno autoctono della laguna di Venezia appartenente alla storica famiglia del Prosecco. Un grande vino bianco da collezione prodotto in sole 4880 bottiglie, ideate da Giovanni Moretti, dove l'etichetta è stata sostituita da una preziosa foglia d'oro zecchino battuta dall'attuale discendente dell'antica famiglia Berta Battiloro. L'applicazione della stessa è stata eseguita a mano e la bottiglia messa poi a ricottura nei forni della vetreria Carlo Moretti a Murano. In questo modo, Venissa omaggia tre tradizioni di Venezia: il vino, l'oro ed il vetro. 

Si tratta di un vino bianco abbastanza corposo (13%), dal colore ambrato. Ha un gusto persistente e andrebbe bevuto a temperatura ambiente. Si accompagna molto bene col pesce e, date le sue caratteristiche, sicuramente anche l'accampognamento a formaggi risulta uno sposalizio vincente!




domenica 29 luglio 2012

Il Salento: ne vale la pena

Dopo quasi mille km di auto (985 per la precisione), sono arrivata in Salento, a Porto Cesareo, paesino di mare con poco più poco meno 5.000 anime (durante la stagione non turistica).
Mare fantastico, una piscina all'aria aperta ... Persone molto gentili...Spiaggia fine e dorata...Una sorta di paradiso terrestre, soprattutto dopo un anno di duro lavoro.
Ho tenuto un diario personale, raccogliendo memorie, pensieri, aneddoti e, ovviamente, peculiarità enogastronomiche del luogo, che condividerò in questo post... 

I prodotti tipi pugliesi possono considerarsi la "summa" di quegli alimenti che costituiscono la base della dieta mediterranea: cereali, ortaggi, verdure, legumi, frutta e pesce. Il tutto condito da eccellente olio extravergine di oliva e innaffiato con i vini provenienti dai numerosi vigneti locali. Tipico di tutti i paesini costieri è il pesce crudo, servito soprattutto come antipasto.

Io ho provato a Porto Cesareo (Lecce) un antipasto misto di crudo (cozze, vongole, scampi e ostriche) presso il ristorante Lu Cannizzu, uno dei più antichi del Salento. Nasce nel 1949 e ha una cucina regionale, con alternanze molto interessanti esclusivamente a base di pesce. 

Da provare, come primo piatto, le orecchiette ai frutti di mare su crema di fave o cannellini. Se vi capita di passare per quelle parti, vi consiglio assulatemente di fare tappa presso questo ristorante. Molto affollato, ma atmosfeara familiare, qualità garantita e prezzi onestissimi (un pò meno di 60 euro in due, con antipasto, primo piatto, vino, acqua e gelato).


                             

Leccornie del palato sono poi i ricci di mare, i cannolicchi, le seppioline, i polipetti arricciati, le alici spinate e marinate nel limone, i gamberetti, nonchè le minuscole sardine. 

Sempre a Porto Cesareo, consiglio il ristorante da Antimo, dove potete deliziarvi con piatti di pesce freschissimo e abbondanti.

Io, oltre a un antipasto misto (dove mi hanno portato di tutto e di più) ho provato degli involtini di pesce spada, servito con dei polipetti fritti. L'unico rammarico è di non aver potuto finire il piatto, tanta era l'abbondanza!

E vi consiglio un buon digestivo a fine pasto (io per fortuna sono rientrata in hotel pedalando)


                               


Da Antimo è anche un'ottima pizzeria. La pizza pugliese come la fanno qua deve essere deliziosa ma un pò pesantina: aglio, cipolla, acciughe, capperi e mi pare anche olive nere...Non così temeraria, io mi sono avventurata in una Napoletana, che qui preparano con acciughe e capperi. Deliziosa, sia per l'ottimo impasto (croccante ma non troppo, morbido ma non troppo: non so se ho reso l'idea), che per il sapore intenso degli ingredienti. Se richiedete dell'origano, vi portano un piattino con dell'origano fresco (quello fatto essiccare e poi sbriciolato grossolanamente).
Andate da Antimo, ne rimarrete entusiasti. Altissima qualità, prezzi moderatissimi, personale veloce e gentilissimo.
A parte il pesce, vi consiglio di provare i formaggi tipici: la burrata di Andria, scamorze, manteche, trecce, ricotta, il cacio... 

In un ristorantino a Lecce ho provato una ricottina fresca, servita tradizionalmente con miele e noci; a Gallipoli invece un antipasto a base di bocconcini di scamorza, melanzane, olive nere e pomodorini.
Le orecchiette sono spesso servite con scaglie di cacio, salsa di pomodoro fresco e olio evo. 

Tutti gli "snack" a base di pane sono squisiti. Io ho provato il rustico, una sorta di tortino di pasta sfoglia ripieno di mozzarella, pomodoro e besciamella...Ottimo accostamento!
I dolci tipici? Io amo i dolci, ma devo dire che in questa vacanza mi sono contenuta. Non certo per intenzione personale, ma perchè i ristoranti non offrivano un'ampia scelta di irresistibili dessert. 
Essendo la cultura arborea del mandorlo seconda solo a quella olivicola, la maggior parte dei dolci tipici pugliesi sono a base di pasta di mandorle, come le "spume di mandorla", gli "occhi di S. Lucia", i "bocconotti". Io li ho solo visti esposti nei negozietti gastronomici, ma non proposti nei menù dei ristoranti locali.

L'unica cosa che ho provato è lo "spumotto". E' una specie di gelato, con una consistenza maggiore e solitamente ripieno (per esempio quello allo yogurt era ripieno di amarena). 
Diciamo che se siete in carenza di zuccheri può fare la sua discreta figura, ma non è certo un dessert da stella Michelin!

Ortaggi? cipolle, patate, pomodori, cicorie, rape, fave e piselli rappresentano la produzione principale. Purtroppo non ho potuto provare le famose orecchiette alle cime di rapa, non essendo luglio stagione idonea, ma persone del luogo mi hanno dato la ricetta tradizionale!

Bevande?
Iniziando dalle analocoliche: latte di mandorla, caffè freddo con latte di mandorla, granite. I limoni quà hanno un aspetto molto più salutare dei nostri limoni del nord, pertanto anche le granite preparate con questo frutto sono deliziose. Interessante anche il caffè freddo zuccherato con latte di mandorla.



Passando ai vini: io mi sono limitata a sorseggiare vini da tavola (sempre bianchi), tendezialmente frizzantini. Ho provato poi un Chardonnay prodotto nel Salento ma, trattandosi di un vitigno internazionale e non autoctono, non merita ulteriori commenti in questo post tutto "pugliese".


La limitata carta dei vini dei ristoranti dallo stile tendenzialmente "casereccio" dove mi sono avventurata, non mi ha infatti permesso di affinare molto le mie scelte. Ma devo costruirmi una maggiore cultura in tal senso.


E nel mio prossimo viaggio in Puglia, non mancherà di certo la visita a qualche cantina locale! Nel frattempo devo diventare sommelier.

sabato 23 giugno 2012

Una cena alle Calandre - Complimenti allo Chef Massimo Alajmo

La seconda parte del mio compleanno merita un post ad hoc, vista la sua unicità.

Il mio ragazzo, tra i vari regali, ha deciso di farmi provare un'esperienza unica, un'emozione nell'ambito enogastronomico che ricorderò per sempre.

Mi ha invitata a prepararmi elegantemente per la serata per portarmi a mangiare in questo ristorante:

"Un luogo di sapori in movimento, dove i sensi sono continuamente sollecitati". Il cuoco, Massimiliano Alajmo, è il più giovane chef al mondo insignito di 3 stelle Michelin.
"la cucina deve spogliarsi dell'inutile per ritrovare la stessa innocenza che il bimbo ha nel raccontare il suo piccolo mondo..."
Una cosa molto particolare,che mi ha colpito è l'importanza che Alajmo dà al senso dell'olfatto, aspetto che non avevo preso così tanto in considerazione nella mia cucina. Tanto che ha collaborato con un famoso profumiere friulano, sviluppando una linea di oli essenziali spray che non sostituiscono la materia prima di cui sono fatti, ma ne accelerano la percezione (come basilico, limone e zenzero).

Infine, ultima cosa che vorrei raccontare prima di deliziarvi con il menù è la particolarità dell'ambiente: non ci sono tovaglie bianche, ma si pranza su dei tavoli di legno, dall'effetto molto caldoche invoglia ad accarezzarli, ricavati da un singolo albero di frassino olivato di 300 anni.
Lo staff invita inoltre a mangiare alcuni piatti con le mani!

Un piatto con pomodoro, olio, ricotta, fave, pane, fagiolini, basilico e peperoncino.
A leggerlo sembra un piatto banale, ma il profumo e l'accostamento di sapori vi assicuro che lo rendevano incredibilmente saporito. Il pane ovviamente appena sfornato.

Cappuccino di seppie al nero.
Una crema di patate ed erba cipollina, con un cuore di nero di seppia.
"Un Elisir" è l'unico commento che posso esprimere.

Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro.
Davvero saporiti e la sala di pomodoro molro delicata.

Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia.
Sicuramente da riprodurre in casa. Accostamento interessante.

Battuta di carne cruda piemontese con tartufo nero estivo (piatto da degustare a meno servito sulla corteccia).
Piatto fresco, dove il tartufo risaltava molto.

Maialino da latte arrostito; salsa alla senape e polvere di caffè
Il maialino si scioglieva in bocca e la salsa alla senape si combinava perfettamente con la polvere di caffè.

Devo dire che le portate saziavano molto, nonstante fossero minimaliste.
Il mangiare con degli intervalli di tempo tra una portata e l'altra crea un senso di sazietà che non si percepisce quando si mangia "in un colpo solo" un piatto abbondante.

Come dessert:
Sfoglia all'olio extravergine d'oliva con passata di albicocche e vaniglia

Dolce di pistacchio con spuma di lamponi.

Molto ricercato il primo. Solitamente siamo abituati a percepire il sapore del burro nei dolci, non dell'olio di oliva che si notava molto. Nonostante ciò l'ho molto apprezzato, per la sua diversità da una normale sfoglia.

Il dolce al pistacchio era invece meraviglioso. Anche qua non aggiungo commenti.

Nel prossimo post voglio proporvi la ricetta del cappuccino di seppie e quella dei cannelloni croccanti, due piatti che credo meritino di essere quantomeno provati. A fine cena, dopo un trattamento speciale, mi hanno regalato un libro con alcune ricette, pertanto, creerò dei post ad hoc per condividerle.